L'IA è tra noi: La sostituzione tecnologica non è un rischio futuro, ma una realtà attuale.
L’intelligenza artificiale minaccia l’occupazione marchigiana. Dino Latini: "Le istituzioni intervengano per frenare la valanga"

Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso su scenari futuristici, l’Intelligenza Artificiale (IA) è già entrata prepotentemente nei processi produttivi, portando con sé un rischio concreto e immediato: mettere a riposo forzato migliaia di lavoratori marchigiani. Per il coordinamento delle Liste Civiche, guidato da Dino Latini, non c’è tempo da perdere. Il pericolo non è tra due anni, è adesso. In un territorio come il nostro, basato sul saper fare artigiano, sul terziario e sulla piccola impresa, l’introduzione selvaggia di algoritmi sostitutivi rischia di generare una "valanga" sociale senza precedenti.
Il problema principale è l’attuale vuoto normativo. In assenza di regole chiare a livello nazionale ed europeo che definiscano i limiti etici e operativi delle nuove tecnologie, le istituzioni regionali hanno il dovere di intervenire come "freno" e come regolatore. Non si tratta di essere luddisti o di opporsi al progresso, ma di governare un processo che, se lasciato al solo arbitrio del mercato, finirà per travolgere il capitale umano delle Marche. La nostra regione deve farsi promotrice di un protocollo che metta la tutela del lavoratore al centro di ogni innovazione tecnologica.
Il programma delle Liste Civiche propone un intervento regionale strutturato su due fronti: la difesa e la riqualificazione. Da un lato, è necessario stabilire criteri di accesso ai bandi e ai finanziamenti regionali che premino le aziende che utilizzano l’IA per potenziare il lavoro umano, non per sostituirlo. Dall’altro, serve un piano massiccio di formazione continua per i lavoratori già inseriti, affinché non diventino obsoleti dall'oggi al domani. "Dobbiamo proteggere il diritto al lavoro prima che sia troppo tardi", spiegano Bordoni e Agostinelli. "Se non poniamo oggi delle barriere istituzionali, rischiamo di trovarci a gestire una crisi occupazionale che nessun ammortizzatore sociale potrà contenere".
Agire ora per i settori produttivi significa anche capire che l'IA non è un software come gli altri: è una tecnologia che imita l'intelligenza umana e che può, se non regolamentata, cancellare professioni intere nel giro di pochi mesi. Le Liste Civiche chiedono alla Regione Marche di non restare immobile in attesa che altri decidano. Ripartire dalla tutela del lavoro significa ripartire dalla dignità dei marchigiani, garantendo che il progresso rimanga un'opportunità di benessere e non una condanna all'insicurezza economica.



