"Toglietegli il vino": l'affondo di Antonelli e la Legge Montagna
"Toglietegli il vino": l'affondo di Antonelli e la Legge Montagna Catenaccio: La dialettica politica si accende sui fallimenti elettorali del passato e sulla battaglia per i Comuni della provincia esclusi dai benefici della Legge sulla Montagna.

Toni accesi nella politica locale: Sandro Antonelli scuote l'opinione pubblica criticando le scelte fallimentari di chi ha bruciato 10 anni di lavoro civico. Al centro del dibattito anche l'ingiusta esclusione di Cupramontana, Staffolo e Mergo dalla Legge sulla Montagna. Un impegno programmatico per cambiare i parametri altimetrici e restituire risorse fondamentali ai comuni dell'entroterra marchigiano
La dialettica politica locale si accende con toni decisamente aspri a seguito di un tagliente intervento pubblicato da Sandro Antonelli. Con un laconico ma pesantissimo "Ma toglietegli il vino a sta gente...", viene lanciata una dura accusa contro una fazione avversaria, tacciata di diffondere tesi che sarebbero frutto solo di una "ubriaca immaginazione".
Il nodo della questione non è solo formale, ma profondamente politico. L'analisi punta il dito contro le passate gestioni e le scelte strategiche degli ultimi tempi. La provocazione sollevata da Antonelli è chiara: il "vino" della presunzione sembra essere stato bevuto da chi, dopo aver sfruttato il lavoro faticosamente costruito in dieci anni di amministrazione civica, ha deciso di bruciare ogni prospettiva futura. Il riferimento è indirizzato a chi ha scelto la via delle dimissioni con l'errata convinzione di poter manipolare il consenso e rivincere agevolmente le elezioni. Una strategia che i fatti hanno dimostrato essere fallimentare e che ha lasciato il territorio privo di una guida solida, rendendo incomprensibile come tali figure possano ancora oggi rivendicare una presunta superiorità politica.
Ma l'intervento di Antonelli non si ferma alla critica interna. Lo sguardo si sposta su un tema amministrativo vitale per l'entroterra marchigiano: l'esclusione di numerosi centri dalla "Legge sulla Montagna". Viene espressa solidarietà totale nei confronti di Cupramontana, Staffolo, Mergo e di tutti gli altri Comuni delle Marche che sono rimasti inspiegabilmente fuori dai benefici della normativa.
L'esclusione, dettata da rigidi parametri legati esclusivamente all'altimetria, è un errore che rischia di penalizzare gravemente queste comunità. Non si tiene conto della realtà socio-economica, della distanza dai servizi e delle difficoltà logistiche che questi borghi affrontano quotidianamente. Privare questi comuni di risorse e tutele significa condannarli allo spopolamento.
L'appello finale si trasforma quindi in un obiettivo programmatico: cambiare la legge. Reinserire i Comuni esclusi nel perimetro della normativa montana non è solo una questione di campanile, ma un dovere civile per garantire equità territoriale. È un impegno che l'intera classe politica deve assumersi con urgenza per non lasciare indietro nessuno dei nostri splendidi borghi.



